MERCATO DEGLI ORTI DI TREVI E DEI PRODOTTI BIOLOGICI – 28 GIUGNO 2014

Il Comune di Trevi sta organizzando per il giorno sabato 28 giugno 2014, la Fiera di S. Giovanni, il mercato dei prodotti delle Canapine, gli orti di Trevi; in occasione della riapertura, dopo 16 anni, della chiesa di Santa Maria Pietrarossa, in un contesto di grande interesse storico e artistico.

La Chiesa verrà riaperta per i riti religiosi fin dal 23 giugno, infatti alle ore 21.00 ci sarà la Santa Messa e la Processione. Il 24 giugno alle ore 18.00 si terrà la Santa Messa.

Mentre il programma di Sabato 28 giugno prevede:
7.00 – 13.00: Fiera di S. Giovanni – Mercato degli ortaggi delle Canapine
8.30: passeggiata alla scoperta degli orti delle Canapine 10.30: “L’antica Fiera di San Giovanni” e “Il trebbiano spoletino” raccontati da Franco Spellani, Bernardino Sperandio, Alvaro Paggi 12.00: visita della chiesa di Santa Maria Pietrarossa 12.30: degustazione di panzanella con gli ortaggi delle Canapine e assaggio del trebbiano spoletino a cura dell’Ente Palio dei Terzieri.

Tante curiosità intorno alla Chiesa di S. Maria di Pietrarossa:
La chiesa di Santa Maria Pietrarossa è un edificio tardo medioevale con alcuni elementi architettonici che potrebbero indicare una datazione più antica.
La presenza del grande porticato è da collegarsi alla necessità di ospitare un gran numero di persone che convenivano in questo luogo sia per motivi religiosi, sia sociali. Presso la struttura, che sorge lungo un’importante via di comunicazione, si svolgevano, infatti, fiere e mercati. Il loggiato diviene, allora, elemento di congiunzione tra la parte sacra e le attività profane che si svolgevano nell’area esterna.
Un elemento di curiosità della struttura risiede, certamente, nel nome Pietrarossa, legato ad una pietra, ovviamente di colorazione rossiccia. Questa si trova, oggi, incastrata nel secondo pilastro a destra, entrando nella chiesa; la devozione di un tempo riconosceva a tale pietra virtù terapeutiche, sia curative, sia favorevoli alla fecondità. Per ottenerne i prodigi, la tradizione voleva che s’introducesse l’indice della mano nel foro presente al centro della pietra rossa, azione che doveva essere seguita da tre giri intorno all’altare, toccando l’immagine, qui affrescata, di san Giovanni. Solo dopo aver compiuto questi atti devozionali, si poteva attingere l’acqua dal pozzo presente all’esterno della chiesa e dedicato al Santo Battista, per berla o fare lavaggi purificatori.
Davanti alla chiesa troviamo il pozzo di San Giovanni, citato in molti testi antichi per le sue acque taumaturgiche. Secondo la tradizione, l’acqua fuoriusciva dal pozzo con frequenza annuale e con maggiore abbondanza ogni trenta anni circa, nella notte di San Giovanni (notte del 24 Giugno) ed era allora che, evidentemente, esercitava il suo maggiore potere terapeutico. Nella notte della vigilia della festa del Santo, al pozzo accorrevano anche le nubili, invocando la grazia di un marito.
Pietrarossa e l’acqua del pozzo di San Giovanni meritano una citazione particolare, perché testimoni di uno dei quattro episodi di cui si ha “speciale memoria” della presenza di san Francesco a Trevi. Si tratta della visita al lebbrosario dei santi Tommaso e Lazzaro – edificio visibile a monte della S.S. n. 3 Flaminia all’altezza del bivio per Pietrarossa. Qui il Santo si fermò a lungo, prendendosi cura degli ammalati che consolava e guariva, secondo la tradizione, lavando le loro piaghe presso la chiesa di Santa Maria di Pietrarossa, con l’acqua del pozzo lì presente.